Il Biologo Marino dirigente di ricerca della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli http://www.szn.it/index.php/it/ ha lanciato questo messaggio qualche giorno fa:

ci segnalano già adesso che siamo in un periodo di quarantena la presenza di centinaia di mascherine sulle spiagge, così come sappiamo che altrettante ne vengono pescate in mare. Non oso immaginare cosa succederà quando, finita la quarantena, di mascherine ne circoleranno miliardi”.

Indubbiamente queste mascherine confezionate con materiali tecnologici non biodegradabili hanno contribuito a fermare la pandemia che sta ancora affliggendo alcune Nazioni. Si è combattuto il pericolo immediato ed incombente con i mezzi che si avevano quando il pericolo si è manifestato in tutta la sua gravità. Adesso però stiamo per affrontarne le conseguenze:

I rappresentanti dell’Ispra https://www.isprambiente.gov.it/files2020/notizie/rapporto-ispra-dpi-usati_1905.pdf sostengono che «Da qui a fine anno il sistema italiano dovrà gestire un quantitativo di rifiuti derivanti dall’uso di mascherine e guanti compreso tra 150mila e 450mila tonnellate»

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