La plastica è un materiale praticamente inattaccabile per secoli e quindi i rifiuti di plastica possono rimanere indefinitamente nell’ambiente: ogni giorno si producono 1 milione di tonnellate di plastica e molta viene dispersa nell’ambiente che ne è ormai pieno, visibile quando è grande come le bottiglie, invisibile se è in piccoli pezzi o filamenti. Quella non raccolta, per incoscienza ed incuria, finisce nei fiumi e quindi nel mare: quella che galleggia, forma agglomerati mefitici nei mari e negli oceani; quella che va a fondo, ricopre i fondali e li soffoca. E’ ormai accertato che tra pochi anni il peso della plastica in mare sarà superiore a quello di tutti i pesci.

MARE

Spesso, pesci ed animali marini la scambiano per cibo e la mangiano, riempiendo lo stomaco, ma morendo poi di inedia. Anche noi mangiamo i pesci, e la plastica che contengono: che ci faccia bene non è ancora accertato, ma additivi e plastificanti contenuti sono sicuramente tossici. Ogni giorno si producono e si usano enormi quantità di oggetti in plastica (imballi industriali, bottiglie, contenitori, film) che crediamo costino pochissimo e quindi alimentano l’“usa e getta”, ma in realtà i costi della non raccolta sono devastanti per la vita del mondo e anche se noi siamo attivi con la raccolta differenziata ed il riciclo (che coprono solo il 13% dei rifiuti), in gran parte del mondo questo non avviene e addirittura si scarica direttamente nelle acque; i rifiuti ricoprono prima i fiumi e poi il mare. I danni causati sono irreversibili.

INVENTIVA DEI ROTARIANI FILIPPINI

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INVENTIVA DEI ROTARIANI FILIPPINI Inventiva Dei Rotariani Filippini E’ ormai chiaro che la lotta alla plastica in mare si fa bloccandone l’afflusso nei fiumi e nei canali. https://www.youtube.com/watch?v=xm4rKfIkvjI Sicuramente ci sono ottimi sistemi industriali, che...

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Immagini delle inutili vittime delle reti di plastica perse o volontariamente abbandonate, dei fiumi, delle spiagge e dei fondali sommersi da rifiuti di plastica sono frequenti sui media e mostrano i danni alle attività di turismo, alla stessa pesca, alla navigazione, alla vita marina, oltre che a noi stessi, e danno una chiara idea dei relativi costi diretti e indiretti. Dobbiamo mettere la parola fine a questa tragica sequenza se vogliamo salvare la terra e noi stessi.

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