Testimonianza di un rotariano

Mi sono collegato per curiosità alla diretta FB della Conferenza informativa di Plastic Free Waters del 30 Ottobre, sono un Rotariano che ha nel tempo sviluppato la coscienza che dobbiamo rispettare l’ambiente per evitare che i nostri discendenti, anzi forse già figli e nipoti, si trovino in una terra inospitale, e adesso il Rotary ha proprio dedicato una delle aree di attenzione a questo tema. La plastica, anzi i rifiuti plastici penso siano veramente un enorme problema sottovalutato e di cui si sa qualcosa di superficiale, da alcune parole mi sono accorto che è solo la punta dell’iceberg.

C’era molta gente, la plastica evidentemente non interessa solo a me, e ho visto che, oltre al Bridge, cioè il gruppo direttivo, che comprende anche esponenti internazionali della fellowship dei Rotariani che amano navigare, erano collegati dei Governatori e dei loro delegati, e anche dei tecnici dei materiali e dei sistemi di trattamento rifiuti.

Il Comandante Santi, un personaggio di sicuro richiamo, è il Coordinatore internazionale, ma ha passato anni in Marina, compreso il comando della nave scuola Vespucci e di aerei ed elicotteri e poi ha costruito yacht molto belli. E’ un appassionato e ha trasmesso questa passione nella sua spiegazione della situazione dei mari, di quello che non vorremmo trovare e che troviamo, di cosa si può fare per fermare la discesa a mare dei rifiuti e di quello che invece è pura fantasia.

Così si sono delineate le direzioni di attività che l’Operazione sta portando avanti, in Italia, ma anche nel mondo, perché si appoggia sulla rete dei soci della fellowship IYFR e i Commodori di Area, che sono i dirigenti di Europa, Americhe, Asia, hanno parlato di interessanti iniziative che stanno sviluppando, anche con la collaborazione con altre organizzazioni. Mi ha colpito molto Mary Crowley, che tra San Francisco e le Hawaii, fa delle campagne di raccolta delle “reti fantasma”, abbandonate o scartate dai pescherecci, che intrappolano pesci e animali marini. E così la barca spagnola che raccoglie campioni per individuare le microplastiche, i materiali molto piccoli, che non vediamo e che finiscono nello stomaco dei pesci, che poi mangiamo e sui fondali facendo morire il plancton di cui molte specie si nutrono.

Il Bridge, cioè i dirigenti, che è molto snello, con solo altre due persone oltre al Comandante Santi e ai tre Commodori di Area, ha le idee molto chiare su cosa fare, le ha descritte in un Piano Strategico che ha pubblicato sul proprio sito web e le riassume in tre direzioni.

Importanza dell’educazione

La prima consiste nel creare consapevolezza ed educare a comportamenti corretti. Si parte dalle scuole, perché i ragazzini sono facili ad apprendere e con entusiasmo portano casa le indicazioni da proporre alle famiglie. Poi, si fa disseminazione un po’ dovunque, partendo dai Club Rotary, ma anche fuori, direttamente e attraverso la modalità che oggi accomuna tutti noi, cioè le connessioni digitali, il sito web www.rotary-iyfr-plasticfreeweaters.org , la pagina Facebook in cui ho trovato lo streaming, Twitter.

Però, in qualche modo, questa è un’attività che fanno anche altri, mentre qui si trova una particolarità interessante: poichè il Rotary è fatto da professionisti che si mettono ma disposizione della comunità, c’è un gruppo tecnico che segue la seconda direzione, che consiste nell’informarsi su quanto viene proposto per risolvere il problema e dare delle valutazioni tecniche indipendenti e scevre da interessi personali, come è il motto del Rotary. Così, si è visto che, mentre alcune azioni di “pulizia” delle cosiddette isole di rifiuti negli oceani sono sicuramente velleitarie, si possono attivare enti ed istituzioni per attuare la misura più semplice, che è quella di mettere un “tappo” ai fiumi, affinchè i rifiuti plastici siano raccolti prima di andare in mare, e poi trattati adeguatamente per essere riciclati o smaltiti in maniera corretta.

Per questo, l’Operazione PFW ha preso contatti e stretto alleanze non solo con altri gruppi Rotariani attivi nel mondo, ma anche con organizzazioni di tutela ambientale molto note, come WWF, Marevivo, Legambiente.

Insieme a questo, non viene dimenticato che lo sviluppo della tecnologia può aiutare a risoolvere anche i comportamenti maleducati dell’uomo e quindi, sempre il gruppo tecnico, si propone di diffondere la conoscenza del possibile utilizzo in molti casi di plastiche naturali, biodegradabili e non pericolose per l’ambiente.

Alla fine, un esempio concreto di come si può operare e come si può dare un segnale a tutti.

Le mascherine facciali, in questo periodo, sono purtroppo una necessità per tutti e, dato che sono prodotte con fogli di plastica, rischiano di finire in mare come gli altri rifiuti, in grande quantità, ne abbiamo già visto anche qui degli esempi. Ebbene, l’organizzazione ha fatto produrre e può distribuire, delle mascherine biodegradabili, fatte con una parte esterna in cotone lavabile, che contiene una tasca in cui si può inserire un filtro realizzato in polimeri biodegradabili. Una volta usato, si smaltisce con i rifiuti domestici, ma se finisse nell’ambiente, a differenza delle altre mascherine, in breve sparirebbe, invece di rimanere lì per centinaia di anni.

Ho capito, il problema c’è ed è grosso, ma si può intervenire, bisogna che ci impegniamo tutti e questa Operazione Plastic Free Waters può essere una buona attività, cominciamo informandoci, anzi vedendo questo video.

Qui il link al canale Youtube del progetto Punto della situazione Progetto IYFR Operation Plastic Free

 

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